Evoluzione Culturale

I Dubbi e le incertezze del mestiere: Antropop di Duccio Canestrini

Posted on | agosto 9, 2014 | 1 Comment

La copertina del libro di Duccio Canestrini

E’ molto che non scrivo. Le motivazioni sono tante, ma forse la più importante è che ho messo un po’ in discussione tutto; il come faccio antropologia e il come si fa antropologia dell’alimentazione, almeno qui in Italia. Sono sempre stata abbastanza critica sul modo in cui si approcciano i temi della cultura alimentare, chi mi segue lo sa. Eppure più vado avanti più mi rendo conto che, pur non piacendomi quello che vedo, non ci si può soltanto lamentare, bisogna agire.

Lavorando mi si chiede di dare sostanza e rilevanza scientifica a un evento enogastronomico. Questo vuol dire (almeno per me) uscire fuori dalla solita retorica della tradizione e dargli un’anima che veda parlare tra di loro antropologia, storia, cultura alimentare e modernità. Non è facile, specie oggi, dove inciampare nella banalità (e a volte nell’assurdo) sembra all’ordine del giorno. Il mondo dell’antropologia sogghigna e mangia a spese di questo teatrino enogastronomico, leggendo il nuovo libro di Duccio CanestriniAntropop“, ci si rende anche conto del perché.

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Passione, sensibilità, cura: Vite di donne

Posted on | maggio 22, 2014 | No Comments

Il Vinarello di Maurizia Gentili dedicato a Vite di donne

“(…) mentre camminavo per una strada di Montescaglioso una donna di oltre settantanni, che lavorava una coperta sulla porta di casa, mi chiama e dice “Dove vai così carica, che vai cercando?”. Io rispondo “Vado cercando favole, fatti antichi”. “E fermati che te ne dico uno io”. Così mi fermo, entriamo in casa, piena di nipoti (ce n’ha 45: oltre a quelli di Montescaglioso, ne ha in America, in Svizzera). Appena mi siedo, comincia a dire “Sono una donna di Montescaglioso, posseggo diciotto figli, dieci viventi e otto morti. Voglio mandare una lettera a Leone…”. E mi racconta la sua vita straziata.
(Da un diario di campo di Aurora Milillo, luglio 1976)

 Ecco, partecipare a “Vite di donne” (che ho presentato in questo post) è stato così per me, come descrive bene Aurora Milillo, una nostra grande studiosa di storia delle tradizioni popolari. Sono arrivata sicuramente carica dalle troppe nozioni accademiche, ma poi è bastato iniziare la tavola rotonda, per lasciarsi sedurre dalle parole delle protagoniste; vignaiole e comunicatrici del vino.
Perché chi non sa osservare non sa conversare.

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Vino e letteratura: il premio Ezio Affini

Posted on | maggio 19, 2014 | No Comments

 

 

 

 

 

 

 

 

Solo ieri ho finito di salutare tutti i partecipanti a “Vite di donne”, una manifestazione non solo perfettamente riuscita ma che mi ha dato veramente molto sia dal punto di vista umano che delle ricerche che sto conducendo. In attesa di scriverne, facendo ben decantare emozioni e ricordi, vi segnalo un premio letterario che tratta proprio di storie legate al vino. E’ il premio in memoria di Ezio Affinidirettore commerciale di Blonk editore, prematuramente scomparso. 

Il premio è rivolto a opere di narrativa (non saggi) sotto forma di racconto lungo (15-20 cartelle) che dovranno pervenire in formato digitale a questo indirizzo email premioezioaffini@gmail.com entro il 30 giugno 2014. Sono ammesse esclusivamente opere che raccontino di fiume o di vino.

La partecipazione al premio è gratuita. Le opere meritevoli verranno pubblicate in formato ebook da Blonk editore e quelle giudicate migliori riceveranno un premio in denaro:

  • Primo premio euro 600

  • Secondo premio euro 300

  • Terzo premio euro 200

I premi saranno ritirati personalmente dai vincitori durante la cerimonia di premiazione che avrà luogo a Pavia nel mese di ottobre (la data verrà comunicata in seguito). L’esito del Concorso verrà reso noto tramite organi di stampa, emittenti radiotelevisive e sul sito Internet del Premio.

Tutte le informazioni sono disponibili qui.

Qui, invece,  il bando completo in formato pdf

Media partner del Premio è marketing del vino.it

Vite di donne ovvero l’antropologia e le storie di vita oggi

Posted on | maggio 10, 2014 | No Comments

Gli eventi seguono un po’ le regole che valgono per la scrittura, a un certo punto pretendono che venga detto quello che vogliono loro, e non sempre le modalità sono quelle fissate o sperate dal suo creatore. Si, insomma vivono di vita loro, come i personaggi di un romanzo. E’ accaduto un po’ questo nel dare forma e sostanza a “Vite di donne” quando Arianna Fugazza e la sua associazione PIV, mi hanno invitato a lavorare a quella che era ancora un’idea.

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Vito Teti, o del non banalizzare la tradizione alimentare

Posted on | marzo 29, 2014 | 2 Comments

L’antropologo Vito Teti

Ci sono persone di cui leggi molto, durante gli anni formativi, che finiscono per plasmare il tuo modo di vedere il mondo, di concepirlo e di osservarlo. E’ accaduto anche per me con Vito Teti, uno degli studiosi  più lucidi nel grande mare nostrum dell’antropologia dell’alimentazione (e non solo).

Sono scrittori a cui tornare quando si perde un pò il senso dell’orientamento, un porto sicuro dove ritrovare ristoro alla mente, tornando a essere più sobri, prima di tutto intellettualmente poi nella vita quotidiana, che altro non è che il lato pratico della nostra vita mentale.

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Scintillante e purpureo: il vino nella Grecia antica

Posted on | marzo 23, 2014 | No Comments

di Sandra Busatta

Gran parte della cultura moderna del vino deriva dagli antichi greci. La vinificazione da uve selvatiche esisteva fin dal tardo Neolitico a Dikili Tash, ma la domesticazione della vite si diffuse in Grecia solo nell’età del Bronzo Iniziale.
Il termine “vino” deriva dal sanscrito vena ‘amare’, da cui viene anche Venus, Venere. Il sanscrito vena deriva da una radice proto-indoeuropea *win-o-. L’epica greca ha due parole per ‘vino’: [v]oinos e methy (methu). Nel contesto epico methy è indistinguibile da oinos, anche se in epoca più arcaica si riferiva all’idromele.
Nella cultura minoica del II millennio a.C. il vino e il sacro toro erano collegati sotto forma di coppe potorie a forma di corno, i rhyta, o a forma di testa di toro. Durante il periodo miceneo il vino assunse maggiore importanza culturale, religiosa ed economica rispetto al vino di miele fiorente prima della cultura del vino, cui prestò personaggi e mitologie.
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Tra rotaie e Albana: la storia della famiglia Casali

Posted on | marzo 4, 2014 | No Comments

a Nicola e Giuseppe Galasso

Premessa: sono figlia di un ferroviere, e prima di mio padre anche mio nonno lo era (che sotto un treno ha perso una gamba), i treni sono di famiglia, quindi. Locomotive & Co. hanno costituito, dalla mia nascita fino ad oggi, una geografia sentimentale fatta di luoghi e persone, per me indelebili, nel bene e nel male.

Ma, come di solito accade, la familiarità che si ha con un contesto rischia di darlo per scontato, così tra stazioni, carrozze, treni e viaggi il tempo è passato, cambiando le Ferrovie Italiane sotto i miei occhi, che faticano, oggi, nel riuscire a imprimere il paesaggio che scorre sempre più veloce fuori dal finestrino di un Frecciarossa.

I treni moderni sono superaccessoriati, in poche ore ci permettono di viaggiare per l’Italia, da nord a sud (e viceversa), una vera comodità se si pensa che una tratta di 200 Km si percorreva in poco più di 4 ore a inizio Novecento. In più, sui nostri vagoni, godiamo di tutta una serie di servizi non così ovvi a quell’epoca. In questo post affronteremo quelli relativi alla ristorazione, sopra e fuori dal treno, a opera di una famiglia romagnola che ha fatto grande il nome non solo della propria Regione ma anche, e soprattutto, della capacità italiana di unire innovazione e gastronomia.

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Politiche alimentari: la patata e le sin taxes

Posted on | febbraio 24, 2014 | No Comments

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Pieter Brueghel the Younger, The tax collector, 1640

di Flavia Busatta

In base alla ben nota correlazione tra sesso e cibo è ovvio che controllare l’accesso al cibo da parte di una elite al potere ha la stessa importanza che controllare il sesso, ovvero la demografia.

Le politiche alimentari delle elite dominanti si applicano in genere su due fronti: quello della repressione e quello della persuasione.

Tradizionalmente spetta alla religione, nelle organizzazione politicamente arcaiche, la definizione del carattere repressivo delle politiche alimentari delle elite: i numerosi tabù alimentari stabiliscono gerarchie e controlli che ben poco hanno a che fare con “scienza” o ragioni mediche come alle elementari mi avevano fatto credere a proposito di Corano e Bibbia.

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Un vincitore e un nuovo tema per il contest di antropologia dell’alimentazione: Vino e sacro

Posted on | febbraio 18, 2014 | No Comments

Vino e sacro

Cari lettori, abbiamo il vincitore del contest lanciato il 13 Gennaio, dedicato al tema “Politica e regimi alimentari“, in realtà è una vincitrice, ed è Flavia Busatta con il suo pezzo dedicato a”Politiche alimentari: la patata e le sin taxes“. Un articolo che mi è piaciuto molto per il taglio storico e critico, che apre sicuramente un ventaglio di discussione interessante, a cui dare voce con il vostro aiuto. La prossima settimana pubblicherò il suo pezzo.

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Mercato e Supermercato; il valore dei luoghi

Posted on | febbraio 14, 2014 | No Comments

Foto di Juan Antonio Flores Segal

Siamo circondati da un’eccedenza di beni alimentari, viviamo immersi in un vero e proprio paese della cuccagna. Almeno qui in occidente basta guardarsi intorno per rendersi conto che il sogno del povero contadino e divenuto realtà; la fame è stata esorcizzata grazie alla disponibilità illimitata di cibo alla portata di tutti, ad ogni tasca il suo, con lode e infamia per ognuno.

Questa sovrastimolazione alimentare rischia però di interrompere quel circuito viscerale, intimo che abbiamo con gli alimenti. Un circuito fatto di sensi che nel manipolare, annusare, assaggiare, guardare e ascoltare si faceva strumento di controllo preliminare della bontà degli alimenti che si andavano ad acquistare. La storia della distribuzione e della fruizione dei beni alimentari gioca un ruolo importantissimo nel modo in cui vengono posti i valori della nostra vita alimentare.

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