Lucia Galasso

La presentazione del libro su Luigi Veronelli; di amicizie e riflessioni

In Esperienze su campo, Recensioni e libri, Senza categoria on 11 maggio 2013 at 07:34

L’invito della presentazione

E’ passata già una settimana dalla presentazione del libro “Luigi Veronelli. La vita è troppo corta per bere vini cattivi” di Gian Arturo Rota e Nichi Stefi. Di questo libro ho già parlato brevemente quando, leggendone le prime pagine, rimasi incantata dalla lettera aperta ai giovani estremi“. Proprio grazie a questo post, Arturo e io iniziammo una bella corrispondenza fatta di scambi di idee, riflessioni e modi di concepire l’Uomo e il mondo venata di quell’impronta veronelliana che per Arturo è naturale, e che io ho sempre sentito mia.

Questo piccolo prologo è importante per capire perchè ho tanto voluto che il 4 maggio 2013 il libro fosse presentato a Castro dei Volsci, bellissimo borgo della Ciociaria. Al piacere di avere gli autori in quel luogo si è unito quello di conoscerli di persona. Per Arturo una conferma; Nichi, invece, una piacevole sorpresa, uomo saggio e meditabondo. Li ha accompagnati Giuseppe Mazzocolin, che mi ha aiutato nella moderazione, un personaggio che di Veronelli è intriso, nella pratica del suo lavoro di produttore.

Così, nell’antica Torre dell’Orologio di Castro dei Volsci, in un centro storico tra i più belli d’Italia,  abbiamo parlato per più di due ore e mezzo di chi fosse Luigi Veronelli, non solo come uomo legato al vino e al cibo, ma della sua visione strettamente legata a questi ambiti basata sul rispetto e la libertà:

Veronelli rispetta il vino e il cibo perchè dentro c’è la fatica contadina

Rispetto per la fatica di un lavoro duro, tremendo, ammorbidito dai cicli della natura sacralizzati nel calendario contadino, che in lui non si trasforma mai in retorica. Ecco perchè ho sempre amato questa figura d’uomo, per me ago della bilancia quando nel mondo dell’enogastronomia tutto diventa troppo elitario, e quindi impoverito dei suoi reali valori, troppo spesso mercanteggiati, come tutto ciò che oggi ha un prezzo.

Ho condivido alcune riflessioni di questo genere con Arturo e Nichi durante la presentazione del libro, di fronte a una platea attenta e pronta a intervenire, passando anche attraverso un dibattito. Ma forse il bello è stato proprio questo, ci ha permesso di non rimanere solo nel campo della pura teoria, ma di vedere in che modo rendere reali, pratici, gli ideali di Veronelli.

La sera è stato pure convivio, davanti al menù ciociaro proposto dalla Locanda del Ditirambo, con le labbra saporose di vino, abbiamo continuato a parlare di un uomo che, nel piccolo e nel grande, ha cambiato il modo di concepire il frutto del lavoro della Terra.

Infine, una nota personale: Arturo, Nichi le vostre dediche sulla mia copia del libro sono bellissime, grazie!

 

Perché non mi riesce la ricetta?

In Antropologia alimentare, Antropologia cognitiva on 28 febbraio 2013 at 11:58

Sicuramente vi siete trovati di fronte all’immagine, al nome o alla storia, di una ricetta che vi ha affascinato, e di conseguenza vi è venuta voglia di realizzarla. E qui sorge il problema: il passaggio dalla teoria alla pratica rischia subito di arenarsi alla lettura della ricetta. Leggendo ci rendiamo conto di non essere in grado di portarla a compimento… Perché?

Il problema nasce lì dove le capacità manuali si incontrano/scontrano con il linguaggio. Da una forma scritta dobbiamo infatti passare a una modalità di agire che ancòra il suo sapere nell’oralità. Due mondi differenti devono trovare il modo di collidere per creare qualcosa. Il linguaggio, infatti, è sempre in difficoltà quando deve descrivere le azioni fisiche, e lo è soprattutto quando vuole impartire istruzioni (quanti di voi si sono trovati a loro agio nella fase di montaggio di un semplice mobile dell’Ikea?).

L’Epifania tutte le feste le porta via…

In Antropologia alimentare, Collaborazioni on 4 gennaio 2013 at 11:25

Siamo alle porte di una festività molto particolare, l’Epifania, che chiude le festività dedicate, anticamente, al solstizio d’inverno e ci introduce al Carnevale. Ne avevo parlato già qualche anno fa su Un Tocco di Zenzero di Sandra Salerno. Oggi ho ripreso il pezzo e l’ho arricchito di qualche informazione in più, in particolare sulla gastronomia dedicata a questa festa. Non si finisce mai di imparare…