Evoluzione Culturale

La Birra d’Abruzzo

Posted on | dicembre 3, 2014 | No Comments

Il 6 dicembre avrete modo di scoprire un lato dimenticato e un po’ triste, della storia della birra italiana. A farmela conoscere è stata Erika Iacobucci, bravissima archeologa conosciuta ad Antiche vie, Antichi sapori.

Montenero Val Cocchiara,è in questo piccolo paese, sospeso tra Abruzzo e Molise, che si è nata una delle prime migliori birre industriali d’Italia. E la Birra d’Abruzzo. Siamo nel 1921, in un piccolo birrificio che passa in breve tempo da una produzione di circa 2000 ettolitri di birra a 6000 e oltre. Cifre che preoccuparono alquanto la società Birra Peroni, che ne divenne azionista di maggioranza nel 1930, e che nel 1936 chiuse definitivamente lo stabilimento di Birra d’Abruzzo.

Read more

Il pane sacro

Posted on | dicembre 1, 2014 | 2 Comments

Ero intenta a fare alcune ricerche sul simbolismo del pane e, nello sfogliare il volume “Il linguaggio della dea” di Marija Gimbutas, mi sono imbattuta in alcune pagine e immagini veramente molto interessanti. Una premessa, il lavoro di questa archeologa lituana è stato fonte di molte critiche, e molte delle sue teorie sono ormai sorpassate. Eppure leggere la sua interpretazione di alcuni simbolismi neolitici, su ventre gravido e forni per il pane (riallacciati poi al folklore europeo, ancora vivo fino a qualche decennio fa), mi ha alquanto colpita. Vi lascio qui parte delle sue riflessioni:

Read more

Antropologia religiosa di una ricostruzione forense: Il volto di S. Antonio da Padova

Posted on | ottobre 16, 2014 | No Comments

In questa immagine la statua di S. Antonio da Padova donata dallo scultore Giacomo D’Alterio, dipinta da Ilaria Auriemma per il Giglio Passo Veloce opera di Gerardo di Palma (foto di Antonio Castaldo)

(…) nei tratti del nostro volto è scolpito il ritratto della nostra anima (…)”
(Thomas Browne)

Il 31 agosto 2014 a Brusciano (Na) ha avuto luogo l’annuale Festa dei Gigli. Protagonista di questa celebrazione, anche se siamo in Campania, è S. Antonio da Padova. La devozione a questo santo è così forte a Brusciano che la festa in suo onore è più sentita e vissuta di quella del santo patrono del paese, San Sebastiano.

Quest’anno la celebrazione è stata però caratterizzata da un’importante novità: uno dei Gigli dedicati al santo, il Giglio Passo Veloce, ha portato al suo apice l’effige di S. Antonio da Padova con il suo vero volto.
I Gigli sono costruzioni in legno di pioppo, abete e castagno a forma di obelisco dell’altezza di 25 metri e del peso di 50 quintali, montate con chiodi e funi e rivestite di scene a sfondo religioso.

La ricostruzione forense del volto del santo è stato un lavoro di equipe che ha visto impegnate realtà come il museo di antropologia dell’università di Padova, Arc-Team e Cicero Moraes e presentata in anteprima, a Padova, durante il giugno Antoniano 2014.

Read more

Il Lavash, il pane armeno… e l’etnoarcheologia

Posted on | settembre 22, 2014 | No Comments

 

Una delle fasi della preparazione  del Lavash (Foto di Alessandro Bezzi)

Con questo post nasce un gemellaggio con il blog ATOR (Arc-Team Open Research) degli archeologi di Arc-Team ed Evoluzione Culturale. Ci scambieremo post e si collaborerà attraverso quello che per me è l’aspetto più vicino all’archeologia (dal punto di vista dell’etnologia): letnoarcheologia e il cibo. Un percorso che è già iniziato qualche mese fa avvicinandomi a temi come la rievocazione storica e l’archeologia sperimentale, curando eventi, dal punto di vista scientifico, come “Antiche vie, antichi sapori. Cibo e ospitalità lungo la via degli Abruzzi“.

Read more

I Dubbi e le incertezze del mestiere: Antropop di Duccio Canestrini

Posted on | agosto 9, 2014 | 2 Comments

La copertina del libro di Duccio Canestrini

E’ molto che non scrivo. Le motivazioni sono tante, ma forse la più importante è che ho messo un po’ in discussione tutto; il come faccio antropologia e il come si fa antropologia dell’alimentazione, almeno qui in Italia. Sono sempre stata abbastanza critica sul modo in cui si approcciano i temi della cultura alimentare, chi mi segue lo sa. Eppure più vado avanti più mi rendo conto che, pur non piacendomi quello che vedo, non ci si può soltanto lamentare, bisogna agire.

Lavorando mi si chiede di dare sostanza e rilevanza scientifica a un evento enogastronomico. Questo vuol dire (almeno per me) uscire fuori dalla solita retorica della tradizione e dargli un’anima che veda parlare tra di loro antropologia, storia, cultura alimentare e modernità. Non è facile, specie oggi, dove inciampare nella banalità (e a volte nell’assurdo) sembra all’ordine del giorno. Il mondo dell’antropologia sogghigna e mangia a spese di questo teatrino enogastronomico, leggendo il nuovo libro di Duccio CanestriniAntropop“, ci si rende anche conto del perché.

Read more

Passione, sensibilità, cura: Vite di donne

Posted on | maggio 22, 2014 | No Comments

Il Vinarello di Maurizia Gentili dedicato a Vite di donne

“(…) mentre camminavo per una strada di Montescaglioso una donna di oltre settantanni, che lavorava una coperta sulla porta di casa, mi chiama e dice “Dove vai così carica, che vai cercando?”. Io rispondo “Vado cercando favole, fatti antichi”. “E fermati che te ne dico uno io”. Così mi fermo, entriamo in casa, piena di nipoti (ce n’ha 45: oltre a quelli di Montescaglioso, ne ha in America, in Svizzera). Appena mi siedo, comincia a dire “Sono una donna di Montescaglioso, posseggo diciotto figli, dieci viventi e otto morti. Voglio mandare una lettera a Leone…”. E mi racconta la sua vita straziata.
(Da un diario di campo di Aurora Milillo, luglio 1976)

 Ecco, partecipare a “Vite di donne” (che ho presentato in questo post) è stato così per me, come descrive bene Aurora Milillo, una nostra grande studiosa di storia delle tradizioni popolari. Sono arrivata sicuramente carica dalle troppe nozioni accademiche, ma poi è bastato iniziare la tavola rotonda, per lasciarsi sedurre dalle parole delle protagoniste; vignaiole e comunicatrici del vino.
Perché chi non sa osservare non sa conversare.

Read more

Vino e letteratura: il premio Ezio Affini

Posted on | maggio 19, 2014 | No Comments

 

 

 

 

 

 

 

 

Solo ieri ho finito di salutare tutti i partecipanti a “Vite di donne”, una manifestazione non solo perfettamente riuscita ma che mi ha dato veramente molto sia dal punto di vista umano che delle ricerche che sto conducendo. In attesa di scriverne, facendo ben decantare emozioni e ricordi, vi segnalo un premio letterario che tratta proprio di storie legate al vino. E’ il premio in memoria di Ezio Affinidirettore commerciale di Blonk editore, prematuramente scomparso. 

Il premio è rivolto a opere di narrativa (non saggi) sotto forma di racconto lungo (15-20 cartelle) che dovranno pervenire in formato digitale a questo indirizzo email premioezioaffini@gmail.com entro il 30 giugno 2014. Sono ammesse esclusivamente opere che raccontino di fiume o di vino.

La partecipazione al premio è gratuita. Le opere meritevoli verranno pubblicate in formato ebook da Blonk editore e quelle giudicate migliori riceveranno un premio in denaro:

  • Primo premio euro 600

  • Secondo premio euro 300

  • Terzo premio euro 200

I premi saranno ritirati personalmente dai vincitori durante la cerimonia di premiazione che avrà luogo a Pavia nel mese di ottobre (la data verrà comunicata in seguito). L’esito del Concorso verrà reso noto tramite organi di stampa, emittenti radiotelevisive e sul sito Internet del Premio.

Tutte le informazioni sono disponibili qui.

Qui, invece,  il bando completo in formato pdf

Media partner del Premio è marketing del vino.it

Vite di donne ovvero l’antropologia e le storie di vita oggi

Posted on | maggio 10, 2014 | No Comments

Gli eventi seguono un po’ le regole che valgono per la scrittura, a un certo punto pretendono che venga detto quello che vogliono loro, e non sempre le modalità sono quelle fissate o sperate dal suo creatore. Si, insomma vivono di vita loro, come i personaggi di un romanzo. E’ accaduto un po’ questo nel dare forma e sostanza a “Vite di donne” quando Arianna Fugazza e la sua associazione PIV, mi hanno invitato a lavorare a quella che era ancora un’idea.

Read more

Vito Teti, o del non banalizzare la tradizione alimentare

Posted on | marzo 29, 2014 | 2 Comments

L’antropologo Vito Teti

Ci sono persone di cui leggi molto, durante gli anni formativi, che finiscono per plasmare il tuo modo di vedere il mondo, di concepirlo e di osservarlo. E’ accaduto anche per me con Vito Teti, uno degli studiosi  più lucidi nel grande mare nostrum dell’antropologia dell’alimentazione (e non solo).

Sono scrittori a cui tornare quando si perde un pò il senso dell’orientamento, un porto sicuro dove ritrovare ristoro alla mente, tornando a essere più sobri, prima di tutto intellettualmente poi nella vita quotidiana, che altro non è che il lato pratico della nostra vita mentale.

Read more

Scintillante e purpureo: il vino nella Grecia antica

Posted on | marzo 23, 2014 | No Comments

di Sandra Busatta

Gran parte della cultura moderna del vino deriva dagli antichi greci. La vinificazione da uve selvatiche esisteva fin dal tardo Neolitico a Dikili Tash, ma la domesticazione della vite si diffuse in Grecia solo nell’età del Bronzo Iniziale.
Il termine “vino” deriva dal sanscrito vena ‘amare’, da cui viene anche Venus, Venere. Il sanscrito vena deriva da una radice proto-indoeuropea *win-o-. L’epica greca ha due parole per ‘vino': [v]oinos e methy (methu). Nel contesto epico methy è indistinguibile da oinos, anche se in epoca più arcaica si riferiva all’idromele.
Nella cultura minoica del II millennio a.C. il vino e il sacro toro erano collegati sotto forma di coppe potorie a forma di corno, i rhyta, o a forma di testa di toro. Durante il periodo miceneo il vino assunse maggiore importanza culturale, religiosa ed economica rispetto al vino di miele fiorente prima della cultura del vino, cui prestò personaggi e mitologie.
Read more

keep looking »