Chi sono

Lucia GalassoBenvenuti sul mio blog! Sono Lucia Galasso, un’antropologa dell’alimentazione. Immagino vi chiederete subito cosa fa un’antropologo dell’alimentazione, vero? L’antropologo alimentare si dedica, anima, corpo e stomaco, a studiare i processi e le dinamiche culturali connessi alla produzione, preparazione e consumo del cibo nelle diverse culture, alla loro storia e, in particolare, ai significati socioculturali a loro sottintesi. Accademicamente questo ramo dell’antropologia combacia, come ci dice il bravo Ballarini, con “Lo studio delle interazioni tra gli uomini e i loro cibi, in un contesto non nutrizionale, che può descrivere i sistemi alimentari con il fine di conoscere i comportamenti alimentari nelle diverse culture”. Se siete curiosi di saperne ancora di più vi rimando a questo link dove troverete una breve panoramica di questo mestiere che si svolge tra la gente, i territori, le cucine e polverose biblioteche.

Studiando la cultura alimentare, nostra e di altri paesi, nel tempo e nella società è impossibile non capire quanto questa sia figlia della nostra evoluzione biologica e culturale, ed è questo l’approccio che io uso studiando questo temi, per questo amo definirmi un’antropologa bioculturale.

La mia seconda specializzazione è di storica delle religioni, una disciplina che all’università La Sapienza di Roma (dove mi sono laureata) mi ha cambiato la vita. Capire il modo in cui le credenze religiose fondano e danno valore alla realtà umana mi ha permesso di avere uno sguardo privilegiato sulle dinamiche del sacro . E niente come il cibo è così fortemente associato al sacro, basta rifarsi alla ciclicità di ogni calendario contadino (tanto per fare un esempio).

Oltre a scrivere su questo blog, ho scritto e scrivo su altri siti (troverete tutto nella pagina delle collaborazioni), sono stata Direttore scientifico del Museo della Civiltà contadina e dell’Ulivo di Pastena, sono Segretario nazionale di Antrocom Onlus (un’associazione di ricerca antropologica) e faccio l’apicoltrice. Una vita abbastanza piena di interessi insomma, che in questo blog spero di condividere con voi, buona lettura!

Per contattarmi: lucia.galasso [at] evoluzioneculturale.it

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5 commenti

  1. laura

    carissima,

    vedo con piacere che la partenza del tuo progetto ha avuto successo. Ho seguito i post in fb e devo dire che se non abitassi a Venezia avrei pure aderito. Sono un’antropologa anch’io e nel 2008 ho già sperimentato la tua via, tutto ciò che tu scrivi lo avevo già pubblicato nel mio sito internet, quello della mia azienda “Cibosofia” e gli intenti erano i medesimi. Cosa vuoi, quando uno si appassiona al suo lavoro credo che i motivi siano sempre molto nobili. Tuttavia, per una questione di costi e di tasse quest’azienda ha avuto una breve vita, circa 2 anni anche perché tu hai la fortuna di vivere in una regione molto aperta e popolata ed io nel profondo, bigotto e stupido veneto così che le mie iniziative di tono culturale elevato non hanno avuto una gran adesione.I costi da coprire per un’evento culturale-antropologico erano molti e una cena a 25 euro non riuscivo ad organizzarla. Solo una volta, una degustazione molto particolare. Ad ogni modo sono riuscita a collaborare anche con le Istituzioni, la Regione Sicilia ad esempio ma poi ho dovuto mollare tutto. Il nostro paese strozza sul nascere le nuove idee con le tasse e tutto il resto. Se vuoi via e-mail ti posso mettere volentieri a disposizione qualcosa della mia esperienza.Se cerchi in internet mi stanno copiando ma il mio marchio è registrato almeno fino al 2018…poverini che povertà d’intenti.

    Auguri e buona fortuna.

    Laura Barberi

  2. Grazie per le tue parole Laura, di certo mi spiace leggere la tua amarezza, anche se è probabile che al tuo posto, nella medesima situazione, lo sarei anche io. Lavorare a “A cena on gli Ottomani” non è stato semplice, abbiamo potuto permetterci una cena a 25€ grazie a dei forti sponsor e al sostegno e al patrocinio dell’Ambasciata Turca. Fare cultura non è semplice nè in Veneto nè nel Lazio… E’ una male italiano. Ma io e Irene abbiamo deciso di non buttarci giù, di lottare e lì dove trovavamo un ostacolo cercare soluzioni alternative. Siamo state premiate con un grande successo, questo ci fa capire che è possibile lavorare in questo campo avendo ben presenti due fattori: con chi lavori (team-azienda) e i valori che sostengono il tuo lavoro.
    Ti invito a scrivermi, cerchiamo di collaborare, che ne dici?

  3. Ciao Lucia, molto interessante il tuo sito. Ho seguito anch’io 1 anno di specialistica in antropologia a Bologna ma non ho concluso, mi sono persa letteralmente sul Campo, ero appassionata della cultura rom. Ammiro molto il lavoro di voi antropologi e chissà che un giorno non riesca a riprendere il percorso lasciato a metà. Il tuo indirizzo alimentare mi incuriosisce molto. Ti seguo! Laura

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